Il Paese


Giuliano Cervi in premessa ai suoi itinerari naturalistici e culturali nel Carpinetano (Comune di Carpineti, 1984): "La dorsale deI monte Valestra monte Fosola costituisce la più importante emergenza naturalistica del basso appennino reggiano.
Il suo patrimonio culturale ed ambientale è eccezionalmente vasto e rappresenta un condensato dei principali aspetti archeologici, storici, naturalistici, paesaggistici e culturali della media montagna.
In virtù della particolare distribuzione geografica, la dorsale fu frequentata dall'uomo sin da epoche remotissime; i dirupati versanti hanno salvaguardato una discreta fauna animale, mentre un fitto manto boschivo neI ricopre ancora i fianchi".
Formatisi per il consolidamento di grandi masse di sabbia e sedimenti depositatisi sui fondali di un bacino marino successivamente scomparso, il massiccio arenaceo del Valestra Fosola e il Monte Antognano segnano il limite meridionale della grande conca aperta e movimentata di Carpineti il cui nome deriverebbe dalla presenza di macchie di carpini, compresa fra il fiume Secchia e il torrente Tresinaro.
Per questa peculiare formazione geologica, unita all'azione dei fenomeni atmosferici, la zona presenta numerose e spettacolari forme di erosione, profonde cavità naturali, curiosi mammelloni tondeggianti, gradonate, nicchie e guglie arrotondate che accolgono, sulla parete orientale del Valestra, uccelli rapaci e rare piante grasse, restituendo sovente anche notevoli resti di fauna fossile.
La dislocazione del crinale, che si pone ad argine della media valle del Secchia e, penetrando a fondo nell'Appennino, si raccorda ai valichi più alti che conducono in Toscana, ne fece probabilmente fin dalla preistoria la sede preferenziale di un asse viario che doveva legare l'Emilia alla Garfagnana e alla Lunigiana, oltre che di insediamenti umani.

 

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