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Il territorio comunale si sviluppa sul contrafforte che
segna lo spartiacque fra i bacini del Secchia e dell'Enza, presso le sorgenti
del torrente Cròstolo e lungo la tortuosa statale del valico del Cerreto;
posto nella fascia mediana della collina reggiana, le sue cime più elevate
non superano i 600 metri. L'arenaria che prevale nella composizione dei
rilievi, profondamente intaccata dagli agenti atmosferici, dà luogo a
particolari allioramenti rocciosi e a spettacolari forme di erosione fra
le più interessanti di tutto l'ambito provinciale, i cosiddetti "muri
del diavolo". Fitta la vegetazione, favorita da buone condizioni climatiche, ed estese le aree boschive sulle quali però la mano dell'uomo ha operato significative trasformazioni: alle originarie selve ad alto fusto e ai querceti sono subentrati in molti casi i castagneti alternati a vasti prativi agricoli. L'attuale capoluogo è forse, dal punto di vista storico, il meno rilevante dei numerosi insediamenti della zona: rimasto per secoli un semplice borgo rurale all'ombra del Castello di Sarzano, l'accrescersi della sua importanza risale ai tempi della costruzione della via ducale per la Garfagnana (l'odierna S.S. 63), iniziata nel 1785, in parallelo con il decadimento dei centri più antichi di Banzola, Sordiglio, Paùllo e Bergogno situati su un vecchio asse stradale destinato a diventare secondario. |
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