Cultura & Arte


La fama di Ciano è oggi dovuta soprattutto a Canossa, monumento nazionale dalla fine dell'Ottocento, che un centro studi e un comitato per le celebrazioni matildiche costituitosi qualche anno fa ha cominciato a valorizzare dopo secoli d'incuria o di encomiabili quanto sporadiche iniziative di singoli. Del castello non rimane quasi nulla, ad eccezione di un angolo di muro strapiombante e di una colonna del tempio dedicato a S. Apollonio: ma il luogo aperto, solitario e insidiato dai calanchi perpetua suggestioni tanto immediate e facili da rasentare quasi inevitabilmente la retorica. Un piccolo museo dedicato a Naborre Campanini, gran cultore di memorie canossane, raccoglie quanto è stato possibile rinvenire nel corso di diverse campagne di scavo. Rossena ha invece conservato la propria Rocca fortemente rimaneggiata rispetto alla struttura originaria, circondata da un doppio ordine di mura e sormontata dai torrioni capitozzati.
Il castello, in bella posizione panoramica, fronteggiato dalla Torre di Rossenella, è attualmente sede dell'istituto Matildico. Per secoli classificato fra i comuni più poveri del Reggiano, Ciano ha fondato la propria economia sull'agricoltura (cereali, foraggi, frutta, viti, gelsi e allevamenti di bovini) e sulla lavorazione artigianale e non organizzata del giunco.

L'arte dei cestai, in uso dal XVI secolo al secondo dopoguerra, era praticata da intere famiglie e soprattutto da donne e bambini, che risalendo lungo i corsi d'acqua per lunghissimi tratti, raccoglievano rami di salice da intrecciare durante l'inverno.
Tale occupazione, che comportava disagi e fatiche notevoli, arricchiva soprattutto i commercianti che passavano a ritirare il prodotto finito.
La costruzione della ferrovia Reggio-Ciano, completata dopo molte vicissitu dini nel 1910, costituì per il paese un evento eccezionale, che rompeva secoli di isolamento e di comunicazioni quasi impraticabili. Nel 1919 era ultimato anche il ponte sull'Enza, realizzato per iniziativa del comune di Traversétolo, e sì apriva la possibilità di una rete di contatti più facili con la opposta riva parmense.
Oggi Ciano ha perduto in gran parte le caratteristiche di centro agricolo, essendosi spopolate le colline in seguito al processo di piccola industrializzazione che ha interessato le zone a valle.
Le principali attività economiche riguardano la costruzione e la vendita di mobili, di lampadari e di arredamenti, l'edilizia, gli autotrasporti, la fabbricazione di impianti industriali e in piccola misura ancora il truciolo e il vimini.
Buona l'attività turistica (anche se il vecchio e centrale "Albergo della Posta" è inutilizzato da anni), discretamente attrezzata e favorita dalla vicinanza delle città di Reggio e Parma, dalle quali proviene la maggior parte dei bagnanti domenicali attirati d'estate dai vari "lidi'' allestiti sul fiume, peraltro assai inquinato. Ciano è sede da qualche anno di una gara internazionale di canoa sull'Enza.  

 

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