CORREGGIO VIRTUAL TOUR
by EMILIAlive

 

Prefisso telefonico: 0522
Altitudine (m): 31 
Sup.(Kmq.): 77.79
Abitanti: 19.621 


Un leone in marmo, conservato nello splendido Palazzo dei Principi, rimane a testimonianza del periodo tardo-romano, assieme a numerosi altri reperti di quel tempo: dalle tombe e dai resti di abitazioni a Lemizzone, Cànolo, Budrio, Fazzano, Mandrio e Stiolo, alle sculture e alle monete scoperte sotto il Teatro Comunale e in altre località. Una pergamena dell'anno 946 riporta per la prima volta il toponimo Coregia e accenna alla famiglia dei Da Correggio citando un certo Ereimberto de Corigia.

Ma, secondo il Tiraboschi ed altri storici successivi, questa citazione non può autorizzarci ad indicare la famiglia dei signori di quel castello. Diverse pergamene degli inizi del secolo X ricordano località di questo territorio tra cui Mandrio e Mandriolo. A proposito dell'origine dei Da Correggio, tra un'ipotesi di provenienza oltremontana, forse più nella leggenda che nella realtà storica, e una ricostruzione ben radicata sulla concretezza documentale e indigena, autorevoli studiosi hanno optato per la seconda strada. Da una parte, infatti, troviamo il correggese Rinaldo Corso e Francesco Sansovino, i quali sostengono che l'illustre e antica famiglia proviene dalla Borgogna: "Giberto d'Austria, ultimo fratello del duca di Borgogna, fu primo autore della linea in Lombardia".
Rinaldo fa inoltre risalire lo stemma gentilizio ad un sogno che Giberto avrebbe avuto prima di una battaglia: la Vergine lo avrebbe cinto di una fascia bianca in mezzo a due vermiglie (colori e disegno simili a quelli di Casa d'Austria). Dall'altra, il Tiraboschi, seguito da altri, accredita l'origine locale, collegata alla stirpe longobarda dei Da Correggio, come risulta dal fatto che professavano la legge di quella popolazione e che pertanto, assai probabilmente, provenivano dal ceppo radicatosi nel territorio o comunque in zone non lontane.
I componenti della famiglia, tuttavia, furono certamente tra i milites che si trovarono vicini ai Canossani, e che pertanto ebbero un ruolo non trascurabile nella società feudale dell'XI secolo. "Gerardo figlio del fu Frogerio de loco Coregia" nel 1076 assiste Matilde allorché vengono cedutì beni che la chiesa reggiana aveva a Correggio.
Con il sorgere del libero comune questa famiglia mantenne tuttavia una forma di dominio sul territorio di origine, cercando di estendere il proprio potere entro più vasti confini: per attuare l'ambizioso disegno si trasferirono a Parma.
Questa città, per l'importante collocazione strategica, era un imprescindibile osservatorio per il controllo sull'incrocio della via Emilia e della strada della Cisa e per la futura conquista delle terre sulle rive del Po e di città quali Piacenza e Cremona. Durante tale periodo i Da Correggio furono chiamati dai comuni a ricoprire la carica di podestà e poi di capitano del popolo (Matteo, ad esempio, esercitò queste magistrature a Firenze, Padova, Bologna, Perugia etc). Il personaggio più famoso del periodo iniziale di questa casata rimane Giberto "il difensore". Abile e ambizioso, egli sarebbe, secondo alcuni, il quinto dei tredici Giberti che avrebbero fatto parte della famiglia.

HOMEPAGE


Copyright 2000 © ITALIAlive