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anni Sessanta segneranno per Sant'Ilario un'eccezionale fioritura economica
e demografica, dovuta in gran parte agli sgravi fiscali e agli incentivi
finanziari di cui il comune aveva goduto essendo stato dichiarato area
depressa. Da allora il paese ha cambiato volto, non necessariamente migliorandolo:
alla vecchia Parrocchiale, ricostruita nel Settecento, si affiancano oggi
gli edifici del boorn, simbolicamente rappresentati dal grattacielo pretenzioso
quanto maliconico che sorveglia la piazza principale. Appena fuori dal centro abitato, in direzione di Calerno, la Villa Spalletti. con le due torri della facciata e il lungo viale di pioppi, ricorda la tradizionale vocazione campestre della zona. Sant'Ilarìo fonda oggi le proprie fortune su una robusta economia agricola (cereali, uva, foraggi. parmigiano-reggiano, conserve alimentari), sull'allevamento bovino, suino e avicol() (un grande incubatoio capace di 100.000 uova al giorno) e su un consistente sviluppo industriale specializzato nei settori metalmeccanico, chimico, dei trasporti e della ceramica. |
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