| Comune della fascia pedemontana, il suo territorio si sviluppa lungo l'asse della statale del valico del Cerreto e del torrente Cròstolo. Con la sola eccezione del parco di conifere che sovrasta il capoluogo, la zona ha fortemente risentito delle operazioni di disboscamento condotte attraverso i secoli in maniera sistematica e indiscriminata, al fine di alimentare le fornaci per la cottura del minerale di gesso di cui sono ricche le alture circostanti: ne deriva un paesaggio brullo e franoso, assai più povero di quanto ci si aspetti di solito dalle colline. Il toponimo è di origine controversa: certe tradizioni locali poco accreditate rinvierebbero alla supposta esistenza di un edificio sacro al culto latino di Giano o addirittura alla fondazione da parte della nobile famiglia romana dei Vetii. Di una qualche verosimiglianza gode invece l'ipotesi canonizzata dallo stemma della municipalità che reca tre grani di cereale di una sua derivazione dalle estese colture di veccia, grazie alla quale la popolazione locale si sarebbe sfamata anticamente, nei tempi di carestia. |
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