Il Paese


Il Querciolese, ossia il territorio del comune di Viano, è una conca dalla caratteristica forma a martello, nella cui impugnatura si trovano le frazioni di Castello Querciola, San Pietro Querciola e San Giovanni Querciola, nella mazza battente, la penna è lambita dal torrente Tresinaro, che riceve le acque del Rio Faggiano, e la bocca accoglie gli abitati di Regnano, Càsola Querciola e Ca' Bertacchi, lì capoluogo comunale e il borghetto di Tabiano si allineano nella sutura di fondovalle fra la mazza e il manico. Geomorfologicamente si tratta di una piega sinclinale irregolare, con giustapposizioni di argille (frequenti le frane), marne ed arenarie; la conca, racchiusa fra coste e dorsali e punteggiata da cocuzzoli a nido di falco, presenta un alternarsi di terreni coltivabili e di suoli incolti e calanchivi. Il nome della zona è legato alla presenza del querciolo; altra pianta di una ormai scarsa presenza arborea èil pino silvestre, mentre, fra gli arbusti, prevale la ginestra.
Caratteristica del territorio è la "salsa" di Regnano (o di Querciola), dovuta al sottosuolo argilloso e marnoso, oggi di ridotte dimensioni, ma un tempo ampia e soggetta a notevoli eruzioni di fango e pietre e di gas. Questo vulcanetto, dalla voragine bituminosa ed oleosa, che trova riscontro nelle non lontane salse modenesi di Nirano e di Sassuolo, venne osservato il 14 maggio 1754 da Lazzaro Spallanzani, che ne vide uscire un "parossismo" di materia terrosa e bollente, e nel 1784 da Alessandro Volta, il quale lasciò scritto che la fanghiglia, uscendo "a sbuffetti" emanava un forte odore di "sasso", ossia di petrolio.
La prima particolareggiata descrizione dei fenomeni è del medico Domenico Gentili che li studiò nel 1796. Localmente la salsa è detta borboi. Il termine risale al celtico borvoi (non bisogna dimenticare che Borvo era la divinità gallica delle acque termali calde), rimasto nel francese bourbe. Lo stesso nome di Regnano potrebbe, secondo una recente ipotesi, deri vare da "area ignea", ossia zona di fuochi. In un pianoro a ponente di Ca' Bertacchi è stata rinvenuta la terramara del Castetto, un villaggio stabile dell'Età del bronzo; il ritrovamento in essa di corna di cervo e di una statuetta bronzea raffigurante lo stesso animale, ne documenta la preziosa presenza nel territorio. Non si ha notizia di altri insediamenti, ma i nomi di alcune località ci riportano all'epoca del mescolarsi di abitatori etruschi e galli coi conquistatori romani. Per il primo dato toponomastico certo ci si deve portare al Viglanum di un documento del 1187, mentre del 980 è la prima testimonianza del Castellum de Querzolla, una Rocca di Querciola, residenza estiva dei vescovi reggiani, annidata in una felice posizione strategica.  

 

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