Cultura & Arte


Nei documenti del 1133 viene menzionata la chiesa, attuale edificio del XIX secolo che, a causa dell'instabilità del terreno venne ricostruita varie volte. E' presente un curioso gruppo di case completamente abbandonato, nominato Cacchioli, con la sua particolare struttura architettonica caratterizzata da architravi, monogrammi, croci, ci riporta ai secoli XV e XVI. Degna di menzione è anche la Chiesa di S. Anna, in stile barocco, costruita nel 1837 a Montegroppo, altra frazione nota per i frequenti pellegrinaggi degli abitanti della Val Gotra, che vantano una tradizione popolare risalente al 1600, quando pare nel luogo esistesse solo un sacello dedicato a S. Anna.

La Chiesa parrocchiale È situata sulla strada "regia", di servizio del governo borbonico per la Spagna, che, per ordine ducale, doveva essere sempre agevole, al riparo dalle scorrerie dei predoni, in modo da garantire il passaggio al corriere reale. la Chiesa attuale, già documentata nel 1100 come Cappella della Diocesi di Luni, ricostruita in pietra, ad unica navata, nel 1475 è stata rinnovata nel 1843. Attualmente, la parte più recente dell'edificio
è la facciata ristrutturata nel 1967. Di particolare interesse è Vallare posto nella cappella del Battistero, in legno d'ontano scolpito e dorato, caratterizzato da numerose nicchie contenenti piccole statue, e da un tabernacolo suddiviso in tré parti, con colonnine dai capitelli compositi. L'opera risale al XVII secolo.Presente anche la Torre costruita su di un'altura nel XVII secolo, resto di un presidio militare a difesa della zona.


LA LEGGENDA

La leggenda narra che nel 1268 Corradino di Svezia e le sue milizie, guidati dal ghibellino conte Libertino Landi di Compiano, passarono in questo territorio allora proprietà, con Borgotaro, dei Fieschi conti di Lavagna. Nel 1574 dai Fieschi passò ai Farnese che lo tennero fino al 1731, anno in cui, prendendo don Carlo possesso del Ducato di Parma, Piacenza e Guastalla, vi si instaurò la dominazione borbonica. Durante il periodo napoleonico, Albareto si staccò da Borgotaro (Borgo Val di Taro) per unirsi a Valdena, ottenne l'autonomia comunale con Maria Luigia e ritornò nel 1928 a dipendere dal comune di Borgo Val di Taro, per raggiungere nuovamente una completa indipendenza nel 1946.  


 

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