BEDONIA
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STORIA
Quasi all'origine della Val Taro, alle pendici del Monte Pelpi, attraversata dal torrente Pelpirana si trova Bedonia, giustamente considerata uno dei centri più belli ed accoglienti dell'Appennino parmense. La vista del paese, adagiato su un leggero pendio, pur essendo attorniato da alti rilievi, suggerisce un'impressione di ampi spazi aperti da qualsiasi direzione lo si raggiunga. Il centro, infatti, è punto di convergenza di alcune importanti arterie che ne hanno consentito i contatti con Parma, da cui dista ben 96 chilometri, e ne hanno favorito lo sviluppo, considerando che il comune non è servito dalla ferrovia. Le strade principali sono: la Statale n. 359, proveniente da Salsomaggiore-Bardi, la provinciale fondo valle da Borgo Val di Taro e la provinciale per il Passo del Bocco e Chiavar!, fondamentale per i collegamenti con la vicina Liguria, verso la quale il territorio di Bedonia ha sempre gravitato nei rapporti commerciali. storia In Età neolitica la zona fu abitata da popolazioni liguri a cui sono ascrivibili resti di tombe e di altari per riti sacrificali al dio Pennino rinvenuti sul Monte Penna. Questi popoli furono allontanati non senza difficoltà, come testimoniano gli antichi storici, dai Romani colonizzatori. Pare di poter identificare in Bedonia, la Bituma della Tavola Alimentaria di Traiano, rinvenuta a Velleia, che testimonia un insediamento romano di tipo agricolo nel II secolo (nella tavola viene anche menzionato Drusiaco, l'odierna frazione Drusco). Il ritrovamento di tombe corredate da una copiosa suppellettile, nel 1873, verrebbe poi a confermare questa ipotesi. Il primo evento storico documentato risale agli inizi dell'XI secolo, quando il territorio di Bedonia fu feudo dei vescovi di Piacenza. Fece parte in seguito dei possedimenti dei marchesi Malaspina, signori della vicina Compiano e fu coinvolta nelle vicissitudini legate a questa casata: a metà circa del XII secolo passò al comune di Piacenza, quindi di nuovo ai Malaspina che ne furono destituiti definitivamente dopo la sconfitta subita da parte dei Piacentini nel 1189. Da questo momento Bedonia venne a trovarsi implicata nelle contese fra il comune di Piacenza ed i Landi -che andarono rinforzando la loro posizione-, nei cui territori fu inclusa nel 1257, con il riconoscimento dei Visconti ad Ubertino Landi detto il Grande. Altri passaggi tra i due contendenti si verificarono in un'altalena di proprietà durata circa tré secoli, che ebbe termine con la concessione definitiva del feudo ad Agostino Landi nel 1551. Verso la fine del XVI secolo, Bedonia fu possesso dei Doria, quindi nel 1682 fu incamerata, come gran parte dello stato dei Landi, del quale nel frattempo era ritornata a far parte integrante, nei beni dei Farnese. Gli eventi successivi seguono il corso comune al Ducato di Parma. Nel secolo scorso alcuni episodi hanno movimentato la storia di Bedonia, portandola all'onore delle cronache del ducato.

 

 

 

IL COMMERCIO
Il commercio conta a Bedonia parecchi esercizi di vario genere ed è particolar-mente fiorente in quanto il paese è al centro di un sistema di frazioni e comuni limitrofi che vi convergono naturalmente: il tradizionale mercato del sabato è, infatti, ancora frequentatissimo. Hanno sede a Bedonia un'industria per la lavorazione della ceramica ed alcune imprese artigianali quali una sartoria, un maglificio, due aziende che operano nel campo dei motori elettrici, una ditta di avvolgibili ed una di materie plasti-che. Nel comune va segnalato, inoltre, un grande stabilimento per l'imbottigliamento dell'acqua minerale. E ancora in funzione, anche se industrializzata, l'attività di estrazione e lavorazione della pietra arenaria presso le Piane di Carniglia, dove, da tempi antichissimi si era sviluppata una tradizione di artisti "scalpellini" che oggi purtroppo sta scomparendo. l'esercizio dell'agricoltura, è limitato dalla natura montana del suolo, cosi come la raccolta dei prodotti del sottobosco che serve ad un uso eminentemente locale.

Gli "orsanti" Partivano da Cavignaga, da soli o in piccoli gruppi, per far fortuna, con il miraggio di riscattare la terra da cui erano costretti ad andarsene. Forse già dal '700 e per tutto l'8OO fìno alla prima guerra mondiale, in tutte le famiglie di questa frazione gli uomini, compresi i ragazzi di quindici anni, intrapresero il mestiere di "orsante", in giro per l'Europa fino in Russia e in Turchia, ma soprattutto in Germania e in Francia, a far spettacolo con scimmie ed orsi. Si iniziava con qualche scimmia da far ballare per le strade al suono di un tamburo e poi, se le cose si mettevano bene, si poteva allestire una "compagnia": cinque uomini, un orso, un cammello, quattro o cinque scimmie, a volte un pappagallo e due cavalli per tirare il carrozzone con le gabbie e le masserizie.  
Mercati, feste ed eventi:

SAGRA DELLA TROTA
La più conosciuta è senz'altro la Sagra della trota, che si tiene solitamente, da più di trentenni, l'ultima domenica d'agosto: in quest'occasione, nella piazza antistante il municipio, vengono collocati dei grandi padelloni per la doratura delle trote (tipiche della Val Taro) che vengono poi servite con polenta.
SAGRA DELLE TORTE SALATE
La Sagra delle torte salate, rappresenta una specialità valtarese.

VEGLIA DANZANTE
Per Ferragosto, sulla piazza del comune si tiene una veglia danzante.

MERCATI
Il tradizionale mercato del sabato è frequentatissimo.

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