Abitanti:
10.814
Superficie (kmq): 58,79
Altitudine (m): 112
Le vicende storiche di cui è stato
protagonista il paese sono strettamente legate a quelle del capoluogo:
fece parte infatti dei possedimenti del vescovo di Parma e fu coinvolto
nelle lotte per il potere fra i vescovi ed il comune. Nel XIV secolo i
Rossi erano proprietari in Collecchio di parecchi beni, torri di vedetta
sul Taro e case fortificate. Fra queste, probabilmente in posizione elevata
sul colle, vi era il Castello di Mancapane che la tradizione popolare
vuole così battezzato nientemeno che da Dante Alighieri.
Nel XV secolo il feudo di Collecchio divenne proprietà del comune di Parma,
ma non per questo cessarono le lotte fra le fazioni. Dal
1513 al 1522 il territorio fu occupato dalla contessa Sanvitale, quindifu
venduto di nuovo al comune di Parma da Girolamo Sanvitale.
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Passato in
possesso dei Farnese, fu poi ceduto da questi in feudo ai marchesi Dalla
Rosa-Prati dal 1777 al 1805. Fece parte del Dipartimento del 'l'aro
durante la dominazione napoleonica, quindi seguì le sorti del resto
del Ducato di Parma. La pieve romanica, oggi Parrocchiale di S. Prospero,
è senz'altro il monumento più antico di Collecchio, anche se nei secoli
ha subito varie modifiche e restauri: il campanile sulla destra, per
esempio, venne innalzato nel 1922 in stile neoromanico, mentre la torre
centrale quadrata venne riportata all'altezza originaria durante i lavori
di restauro del 1947 seguiti ai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
All'interno sono conservati alcuni pezzi romanici di notevole interesse
quali il fonte battesimale del XII secolo, una lastra di marmo a bassorilievo
del XIII secolo raffigurante il Battesimo di Cristo nel Giordano, ed
alcuni dipinti di scuola emiliana del Seicento.
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| Secolo
appartenente alla Mensa vescovile di Parma, a volte definito come Castello
di Collecchio. Esteriormente sobrio: è di forma quadrata con una torretta
centrale sovrastante. L'arco funge da accesso alla Villa Paveri-Santucci
Fontanelli, un tempo Dalla Rosa-Prati, immersa in un grande parco non
visibile dalla strada. L'edifi- cio fu costruito nel 1703 sull'area dove
sorgeva un palazzo comitale dell'XI. Di grande interesse artistico è l'interno,
splendidamente affrescato, nel piano rialzato, da Ferdinando Galli Bibiena,
architetto alla corte dei Farnese, con nicchie e finestre, dove si dice
che un tempo dimorasse il giustiziere o bargello. Entrando in Collecchio
da Parma, sulla via Nazionale, si incontra sulla destra l'Oratorio della
Beata Vergine di Lorenzo, oggi sconsacrato, costruito agli inizi del '700.
Poco lontano sorge il cinquecentesco arco del Bargello, un arco centrale
e due torrioni laterali costituito da parecchie ville, un tempo (e in
alcuni casi tuttora) residenza delle famiglie aristocratiche sia per la
vicinanza alla città sia perché attraversato, oltre che dalla Statale
n. 62, dalla strada Parma- Vicofertile-Collecchi, che, sebbene secondaria
e meno battuta della via Emilia e della statale cui è parallela, è una
comoda e diretta via di collegamento con il capoluogo. |
Su questa via,
in frazione Collecchiello, è situata Villa Bertozzi già Anguissola-Scotti
(1817-1822), considerata uno degli esempi più sontuosi di stile neoclassico
della provincia, finora attribuita all'architetto Paolo Gazzola, ma
più probabilmente progettata dall'architetto Gaetano Canevari: è posta
al centro di un parco dotato pure di un laghetto con isola centrale.
Al centro del Parco del Taro, istituito per la salvaguardia dell'ambiente
fluviale e golenale del tratto compreso fra il ponte di Fornovo e quello
di Pontetaro, è situata, in località Oppiano, la Chiesa della Purificazione
della Beata Vergine Maria, in stile barocco. Dotato di un elegante campanile
settecentesco, l'edificio, la cui struttura originaria era probabilmente
romanica, come suggerisce l'abside, è inserito in un complesso architettonico
che include la canonica, alcune strutture adibite nel tempo ad usi agricoli,
ma originariamente monastìche, ed una casa-torre; attualmente è utilizzata
per attività culturali legate al Parco del Taro.
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