| FORNOVO |
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STORIA
Fornovo è situata ai piedi dell'Appennino, dove i torrenti Ceno e Sporzana si gettano nel fiume Taro. Qui convergono le vie di comunicazione provenienti da nord-ovest (Fidenza, Piacenza, Milano) e da nord-est (Parma, Brescia, Mantova, Verona) dirette al Tirreno, La zona fu abitata già in età ligure, per la confluenza delle diverse valli e delle rispettive vie di passaggio dell'Appennino, usate sin dall'età preromana. Per risolvere definitivamente il complesso problema delle origini liguri e poi romane di Fornovo occorrerebbero numerose indagini archeologiche nella città e nel territorio, in realtà di difficile e spesso impossibile attuazione. Le ipotesi più recenti traggono fondamento da uno scavo effettuato nel 1886, che portò alla luce, proprio davanti alla Chiesa di S. Maria di Fornovo, tracce di un edificio distrutto con violenza. Si trattava di un santuario, come prova il rinvenimento dei regoli delle sortes (asticciole di bronzo in cui sono incisi, su ognuno dei quattro lati, gli oracoli, le risposte del nume interpellato che venivano raccolte dal sacerdote). Il ritrovamento di una pinzetta, il cui manico raffigura la testa di un ibis, animale sacro a Mercurio, ha fatto verosimilmente ritenere che il santuario, l'unico del genere documentato in Emilia, fosse dedicato a questo dio: l'ipotesi è del resto avvalorata dal fatto che era usuale onorare Mercurio ai crocicchi. Nei pressi del santuario, consacrato al dio protettore della mercatura, si svolgevano probabilmente gli scambi commerciali dei Liguri. Per questo motivo fu distrutto dai Romani, che vietarono ai vinti dì riunirsi nei loro luoghi abituali. Nell' area non urbanizzata, posta alla confluenza delle maggiori strade romane del'Appennino, lungo la via consolare di Emilio Scauro e la via per Vel/eia e Roma, fu fondato ex novo dai Romani Forum Novum. Molto probabilmente il centro originario e abitativo del Pagus Mercuriali non era dove sorse poi Fornovo, ma più a sud e sulla destra del Ceno, dove oggi si trova Rubbiano. La fondazione romana di Fornovo è testimoniata, oltre che dall'evidente origine del toponimo Forum Novum (nuovo foro, cioè luogo di affari e mercature), dai reperti archeologici rinvenuti, oggi conservati al Museo Nazionale di Antichità a Parma. I rapporti intercorsi fra le due colonie romane di Forum Novum e Placentia (l'odierna Piacenza), confermati, tra l'altro, dalla stele di Birrius (magistrato di Fornovo), ritrovata a Piacenza, presuppongono che i due centri fossero uniti da una strada che superava il Taro con un ponte. La costruzione del ponte sul Taro in età romana, sulle cui rovine fu gettato quello medievale dai frati di Altopascio, mette ulteriormente in luce l'importanza della colonia, in un'età in cui assai rari erano i ponti sui fiumi. |
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