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PARMA
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Il territorio comunale di Parma è situato all'interno del corso medio-interiore del Fiume Taro e del torrente Enza, mentre la città sorge a nord della confluenza tra il torrente Parma e il torrente Baganza e viene divisa in due parti dalla Parma, una detta "Parma Vecchia'' quella, per intenderci, radicata sull'impianto romano, sulla riva destra del torrente e l'altra ''Oltretorrente''.
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Attraverso il corso del torrente Parma
giungono correnti d'aria fredda e gelata nei mesi invernali che, in
parte, proteggono la città dalle nebbie presenti invece nelle località
più vicine al Po. A sud gli Appennini fanno da corona alla città; e
quando il cielo è molto limpido, a nord, in lontananza si possono vedere
le Alpi, per cui è evidenziabile anche visivamente la posizione urbana
ai margini della Pianura Padana, sulla direttiva della via Emilia.
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La città di Parma e stata sempre il
polo di riferimento per l'economia del territorio della provincia, che
è venuta sviluppandosi da un'originaria vocazione agro-alimentare, sulla
quale si è innestata e ampliata la trasformazione industriale, con conseguenti
riflessi sia sull'artigianato che sul commercio. L'agricoltura parmense,
abbinata alla zootecnia, ha dimostrato un notevole dinamismo al punto
che, da studi ancora inediti, proprio negli addetti a questo settore
troviamo, nel-l'ultimo decennio, un più ampio articolarsi di qualificazioni
professionali, corrispondenti ad una specializzazione anche nelle colture,
secondo tecnologie d'avanguardia. Modeste sono le risorse del sottosuolo
costituite, nelle zone collinari e precollinari, da sacche d'acqua d'origine
marina, mentre in pianura sono stati individuati depositi di gas naturali.
Dalla montagna si ricava pietra arenaria, che da sempre fornisce materiale
da costruzione. Lo sfruttamento delle acque e dei fanghi del sottosuolo
nella zona di Salsomaggiore, dall'epoca romana alla fine dell'antico
regime, ha alimentato l'importante attività estrattiva del sale, mentre,
dal secolo scorso, essi sono stati valorizzati nel quadro di una promozione
termale della zona. Stabilimenti termali ora si trovano oltre che a
Salsomaggiore, a Tabiano, a Sant'Andrea Bagni e a Monticelli. L'insediamento
artigianale ed industriale si è venuto storicamente affermando e consolidando
intorno alla città di Parma su di un territorio ad arco nelle zone precollinari.
Successivamente, incrementi residenziali ed insediativi si sono venuti
dislocando in un'ampia fascia a nord della via Emilia, nella "Bassa
parmense", sotto la spinta promozionale della costruzione dell'Autostrada
del Sole (si pensi alla zona di San Polo di Torrile). Attivi poli di
attrazione socio-economica sono divenuti inoltre alcuni centri allo
sbocco delle principali vallate: Langhirano in Val Parma; Borgo Val
di Taro, Fornovo e Collecchio in Val di Taro; Felino e Sala Baganza
in VaI Baganza; Traversetolo in Val Termina. La creazione del CEPIM,
a metà strada fra Parma e Fidenza, destinato all'interscambio delle
merci in transito, con funzioni di magazzinaggio, stoccaggio, smistamento,
formazione di carichi e gestioni connesse con il movimento delle merci,
favorirà ulteriormente lo sviluppo della zona. Un'importanza notevole
hanno assunto le Fiere di Parma, nell'insediamento di Baganzola, a nord
della città, presso l'Autostrada, con manifestazioni altamente specializzate
quali la "Tecnoconserve"; il MILC (Mostra industria lattiero-casearia);
l'annuale "Cibus", una rassegna di gastronomia che si sta affermando
a livello internazionale con sempre maggiore autorevolezza; e "Quota
600", dedicata ai prodotti dell'Appennino. Un'altra manifestazione fieristica
che riscuote notevole successo di pubblico è l'annuale "Mercanteinfiera",
che presenta il "modernariato", dedicato agli oggetti d'antiquariato
collocabili fra la fine del XIX secolo ed alcuni decenni fa. Il tessuto
artigianale è costituito da circa 16.000 imprese, per l'80% ditte individuali,
il comparto manifatturiero è il più importante e presenta caratteristiche
di grande originalità e spirito innovativo nel settore dell'impiantistica,
della subfornitura e dei servizi. Notevole l'impiego di tecnologie avanzate.Cartiere
e tipografie costituiscono a Parma un'antica tradizione di elevata qualità
che risale a Giovan Battista Bodoni. Un'altra industria degna di nota
è quella del vetro (Luigi Bormioli & C.; Bormioli Rocco; Fidenza Vetraria).
Fra le produzioni tipiche parmigiane figura quella delle conserve di
pomodoro (famoso il triplo concentrato), la cui qualità è controllata
dalla stazione sperimentale, che è anche un centro di ricerca e di sperimentazione
innovativa. Numerosi inoltre gli stabilimenti che fabbricano macchine
per l'industria conserviera, noti da tempo in campo internazionale (Rossi
& Catelli, Vet-tori & Manghi, Luciani, Manzini G. e T.). Nell'ambito
della produzione lattierocasearia operano 340 caseifici, per due terzi
costituiti da cooperative di produttori di latte. Questi fanno capo
al Consorzio di tutela del "Parmigiano-reggiano". Altra industria tipica
è quella del prosciutto (oltre 5 milioni e mezzo di pezzi prodotti all'anno)
e di altri insaccati. Le tre principali aziende che producono pasta
alimentare (Barilla, Braibanti, Dall'Argine) coprono da sole circa un
quinto della produzione delle industrie manifatturiere locali, con un'occupazione
che è meno del 40% della forza lavoro del comparto. Nel marchio "Parma
alimentare", che riconosce a questa provincia un primato industriale
e commerciale nella produzione di alimenti di largo consumo e di qualità
pregiata, si inserisce la Parmalat (fondata nel 1962 da Callisto Tanzi)
di Collecchio, in pochi decenni divenuta un'industria sovranazionale
nella produzione del latte e di altri prodotti freschi derivati, con
ramificazioni anche nei prodotti da forno. A questa trasformazione del
latte è significativo l'apporto anche dell'industria dei gelati confezionati
(Italgel).
In montagna la silvicoltura integra l'attività agricola, anche se il ricco patrimonio boschivo della provincia è utilizzato solo in misura molto ridotta. Una realtà economica poco conosciuta, anche localmente, è quella delle "comunalie", strutture di antichissima origine tuttora funzionanti, soprattutto nelle zone di montagna. Nel Parmense ve ne sono 40. Si tratta di una proprietà collettiva dei boschi o dei terreni, distinta da quella demaniale o comunale e, ovviamente, da quella privata, che viene assegnata annualmente agli abitanti del luogo per sfruttarla secondo i bisogni individuali. A decidere le suddivisioni dei terreni la cui integrità è tutelata da precise leggi, ribadite più volte nel tempo è, secondo un antico diritto d'origine barbarica, l'assemblea dei capifamiglia. |