| Risalendo
la collina per 3 chilometri si giunge alla Badia Vallombrosana (metri
375), a cui finno da sfondo i rilievi del Monte Ripa, caratterizzati da
lunghe file di conifere. La tradizione vuole che s. Bernardo vescovo di
Parma abbia fondato l'abbazia, che fu abitata dai monaci tino al XVI secolo,
per poi diventare, in epoca successiva, commenda. L'ultimo abate fu Dornizio
Meli Lupi dei principi di Soragna, nominato da Pio IV nel 1733. Degno di menzione per il suo particolare valore è il narlece del XII secolo, a due arcate poggianti su colonne sorniolitate da capitelli corinzi, con elementi romanici; l'interno è a croce latina, ad un'unica navata illuminata da otto nionolore e da due bifore, il soffitto tu riportato a capriate nel 1961. Appena entrati, a sinistra, è visibile un foole bailesimale costituito da un capitello del XII secolo, sormontato da una vasca in arenaria. La mensa dell'altare, recuperata dalla demolizione dell'altare preesistente, presenta la testa stilizzata di un pellicano. La cripta ha subito delle trasformazioni ed è stata decorata nel XVIII secolo con stucchi e affreschi. La torre a base rettangolare, a cui si accede dal braccio destro del transetto, e stata fortemente manomessa nel corso del tempo. Per la sua eleganza non va dimenticato il Sepolcro di Lerardino da Saviola, del XIII secolo, a forma di piccolo protiro, con una sola colonna, addossato per due lati al muro. Dal parco con laghetto, antistante la chiesa, sono visibili i profili delle dolci colline parmensi che digradano verso le acque del Parma. Tipici di tali colline sono il saporito formaggio grana, i prosciutti e le coppe che trovano in questi luoghi il clima ideale per la loro maturazione. L'economia locale si basa sulla presenza di allevamenti di suini e ovini, che danno vita ai prosciuttifici e a caseifici. |
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