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paese si trova a 19 chilometri da Parma, sulla provinciale per Langhirano.
Reperti archeologici, rappresentati da ceramiche che risalgono a 2000
anni fa, attestano t'esistenza di un'antica necropoli di età romana, ma
non sono mancati rinvenimenti di oggetti, quali un'accetta in pietra verde
levigata e alcune frecce di pietra dura scheggiata, che attestano la presenza
umana nel Paleolitico medio e nell'Eneolitico. Lesignano è chiamato de' Bagni per l'esistenza delle Terme che, già conosciute all'epoca dei Romani, per le particolari virtù benefiche delle acque, furono riattivate nel 1474 da Pier Maria Rossi, conte di Berceto e di Felino, che le restaurò e fece costruire un edificio per la cura degli ammalati. Il medico Pietro da Lesignano scrisse il Tractatus de virtuhibus aquae thermalis Lexiniani, dopo averne sperimentate le qualità terapeutiche su diversi pazienti. Anche il ministro Du Tillot, nel XVIII secolo, s'interessò al ripristino dei già noti Bagni di Lesignano, le cui acque sulfuree e salso-bromoiodiche pare avessero la stessa composizione chimica di quelle di Salsomaggiore. Dal 1813 al 1833 le Terme furono patrimonio dello Stato. Nel 1911 un articolo apparso sulla "Gazzetta di Parma" affermava che l'avvenire e il progresso di Lesignano erano assicurati; ma dopo pochi anni le Terme vennero inaspettatamente chiuse a causa delle scarse presenze. Così l'antico fabbricato, i pozzi abbandonati e una sbiadita scritta "Casino dei Bagni" rimangono solo un simbolo storico delle terme più antiche della provincia. Presso i resti delle Terme si trova un'edicola ottocentesca che ha sostituito il più antico Oratorio di S. Fermo, costruito tra il 1579 e il 1615. La Pieve di 5. Michele, citata per la prima volta nel 1230, in una delle più complete pergamene della storia ecclesiastica parmense, testimonia -nella sua stessa struttura, nei capitelli e nel portale laterale - un richiamo ad antiche origini, databili al 1100; la sua pianta ricorda infatti quella di un'antica chiesa basilicale. Parte integralmente autentica della chiesa è comunque il portale laterale (1100), la cui cordonatura incornicia una lunetta con al centro una croce greca in rilievo; del 1300 èinvece l'affresco posto sulla parete di accesso al campanile, rappresentante S. Cristoforo, mentre gli altari lignei dorati sono del Seicento. Nel 1405 la pieve subì una distruzione parziale e venne ricostruita nel corso dei secoli successivi con vari rimaneggiamenti. L'origine del Castello di Lesignano, che dominava il guado del Parma dal Monte Cevano, è alquanto oscura; certa ècomunque la sua appartenenza ai conti Rossi fino al 1405, epoca in cui Guido Torelli, capitano di ventura dei Visconti, lo confiscò e lo distrusse definitivamente. |
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