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La
Chiesa, dedicata ai SS. Vito e Modesto, fu costruita nella prima metā
del Settecento, con i finanziamenti di Vito Modesto Pallavicino. La
facciata č suddivisa in cinque partiture da sei larghe lesene terminanti
in un cornicione fortemente aggettante. Sul corpo centrale si eleva
un piano, che termina in un timpano semicircolare, articolato, oltre
che dalle membrature architettoniche, da un'ampia finestra-portale con
balcone e stipiti riccamente lavorati, in asse con la sottostante porta
principale. Coronano la facciata alcune statue. All'interno si trovano
dipinti settecenteschi di scuola bolognese. Una tela, con cornice originaria,
raffigurante S. Antonio da Padova risale invece al Seicento. Non lontano
dalla Parrocchiale sorge il Santuario della Madonna di Loreto, che conserva
un dipinto con la Madonna protettrice dalle alluvioni, proveniente da
una cappellina costruita sull'argine del Po. Il campanile, ispiratosi
a quello del Duomo di Cremona (il celebre "Torrazzo"), č chiamato "Turasn".
L'antico Palazzo dei Pallavicino, costituito da un corpo longitudinale
stretto fra due tozze torri su base quadrata, čattualmente oggetto di
una completa ristrutturazione ad opera del comune. L'edificio, con basamento
leggermente a scarpa, č costruito interamente in mattoni e articolato
da ampie finestre.
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| Le buche pontaie, ripetute con ossessiva serialitā non priva di fascino, diventano quasi un elemento ornamentale. Nelle due torri angolari si sono conservate le feritoie strette e lunghe. La via perpendicolare a quella principale dell'abitato č costeggiata da edifici, le cui facciate presentano tracce evidenti di affreschi raffiguranti finte partizioni architettoniche che testimoniano un uso ormai perduto, ma una volta esteso anche ad edifici modesti come questi, che racchiudono orti e cortili. La Parrocchiale risale al XV secolo, come indicano le tracce di affreschi rimaste. A navata unica, decorata da Giuseppe Moroni, presenta una semplice facciata di ordine ionico. Collegato a Vidalenzo, frazione posta sulla riva destra dell'Ongina, č il piccolo centro di Santa Franca: un gruppo di case attorno ad un oratorio costruito dai Cistercensi e retto, dal Seicento fino alla soppressione napoleonica, dai Francescani. Le nuove abitazioni, basse palazzine condominiali e villette, si dispongono su due strade, una appena fuori del paese, l'altra parallela a via Roma. Fuori dell'abitato, lungo la strada che porta a Zibello, sorge il quartiere artigianale, dove si concentrano alcune officine meccaniche, i centri di vendita di macchine agricole e una fabbrica di materiali plastici. |