| Polesine è il comune più settentrionale del Parmense, verso Cremona, a ridosso del Po. L'aspetto del territorio è quello tipico della Bassa padana: campi di grano e di foraggio separati da fossi e canali, talvolta segnati, sulle sponde, dai gelsi che favoriscono le marcite. Le varie frazioni sono collegate da piccole strade tortuose che, con le nebbie invernali, relegano questi luoghi in un certo isolamento. La stazione ferroviaria più vicina è quella di Busseto (a 7 chilometri di distanza). L'abitato di Polèsine, come quello di molti paesi rurali della Pianura Padana, è disposto lungo un asse longitudina le, costituito dall'attuale via Roma e posto perpendicolarmente all'argine del Po. La via è fiancheggiata da basse case a due piani, alcune elegantemente ristrutturate, fino al lato opposto all'argine, ove si apre la piccola piazza antistante la Parrocchiale che, con le sue vaste proporzioni, campeggia sul piccolo paese. L'origine del toponimo e dello stesso paese non è stata ancora sufficientemente indagata. Secondo alcuni il primo deriva dall'espressione "laesus a Pado" (leso dal Po), collegando la denominazione del paese con le gravi alluvioni subite. Secondo altri potrebbe derivare dal latino palus (palude). Non si può inoltre dimenticare la spiegazione del Muratori, che dava all'etimo lèsine il significato di "dossi di terra emergenti dai fiumi". Le prime notizie del luogo risalgono al Mille: alcuni documenti citano un 'Tolesine de Manfredis", località che verrà poi sommersa dal Po, e un "Polesine Sancti Viti", corrispondente all'attuale. Nel 1182 questi luoghi sono confermati da Federico Barbarossa ad Oberto Palla-vicino. Polèsine Parmense appartenne ai Pallavicino fino all'estinguersi di questo ramo della casata (1731). Il feudo, assorbito nel Ducato di Parma e Piacenza, fu, per breve tempo, possesso diretto di Enrichetta d'Este, che favori queste terre liberandole da ogni dazio. Alla sua morte (1777) passò ai Borbone e seguì poi le sorti del ducato. |
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