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980 risale un documento tramite il quale l'imperatore Ottone Il conferma
al Capitolo della Cattedrale di Parma il possesso del feudo di Solignano.
In seguito (1039), esso fu ceduto in enfiteusi al marchese Bonifacio di
Toscana, padre della contessa Matilde di Canossa, che però lo resse solo
per un anno. Con un diploma del 1182 l'imperatore Federico I affidò il
territorio ad Oberto Pallavicino marchese di Busseto e tale investitura
fu confermata solennemente da Federico II ad Oberto Il Grande della stessa
casata, nel 1249. Solignano doveva rappresentare un avamposto montano
di grande importanza all'interno dello Stato Pallavicino per quanto riguardava
il controllo verso la Lunigiana e per la sua funzione di tramite fra questa
e la Val Padana. Pertanto Ottobono Terzi (già in lotta coi Pallavicino
per questioni di predominio territoriale nella pianura), una volta divenuto
signore di Parma, nel 1405, si appropriò con le armi del castello, tenendolo
in suo possesso fino al 1442, quando fu ceduto a Niccolò Piccinino da
Filippo Maria Visconti. Il castello fu riconquistato a colpi di bombarda
nel 1448 da Ludovico Pallavicino e rimase fra i beni della sua famiglia
per quasi quattro secoli e cioè fino alla soppressione dei diritti feudali
(1805). Il ruolo strategico ricoperto in passato da Solignano è confermato
dalla presenza di numerosi castelli e fortificazioni in quasi tutte le
frazioni del comune. Della maggior parte di essi oggi rimangono solo rovine.
La Rocca di Oriano fu edificata dai Pallavicino, appartenne ai Sanvitale
e fu distrutta dai Rossi nel 1482; quella di Specchio fu dal 1470 proprietà
dei Pallavicino di Scipione. La Rocca di Prelerna (detta anche di Pizzofreddo)
è tradizionalmente nota come Castel Goffredo. La leggenda, infatti, vuole
che qui si sia fermato, nel 1099, Goffredo di Buglione, il conquistatore
della Terrasanta. Il Castello di Solignano sorgeva sull'altura dominante
la vallata, di fronte al Monte Cornia. |
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Accanto ai suoi resti si trova oggi la Parrocchiale di S. Lorenzo, costruita nella forma attuale nel 1895, sul luogo di una cappella presente già nel 1039 entro le mura della rocca e distrutta più volte nel corso dei secoli. La chiesa, dalla pianta a croce greca, reca in effetti nella struttura evidenti tracce di sovrapposizioni stilistiche. Il braccio di destra, meno manomesso del sinistro, conserva una grande ancona con l'Immacolata ed Angeli, di scuola piacentina, risalente al 1760 circa. Nel presbiterio, finemente decorato da stucchi, è la pala con il Martirio di S. Lorenzo, attribuita ad Antonio Bresciani (1760-1770 circa). Si dice che la Chiesa di S. Felicita a Prelerna - la cui struttura è riconducibile al Settecento, benché sia stata sicuramente restaurata durante il secolo scorso - abbia nella facciata alcune pietre squadrate provenienti dal distrutto Convento dei Gesuati di S. Roberto sul Monte Pareto. All'interno sono custodite due tele provenienti dalla Parrocchiale di Noceto, di cui è notevole la seicentesca Madonna col Bambino ed i SS. Sebastiano e Rocco. In alcune frazioni del comune sono ancora visibili bei portali in arenaria con conci scolpiti nella chiave di volta. Sono inoltre degni di essere ricordati gli edifici sorti nel Seicento su un preesistente monastero benedettino a Carpadasco, le case-torri di Specchio e Campomoro di Sotto ed il complesso rurale con torrioni di Casteicorniglio, databile al XVII secolo ma fortemente restaurato e dotato di merlature nell'Ottocento. |
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