TERENZO VIRTUAL TOUR
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Sup.(Kmq.): 72,34
Altitudine(m): 541
Abitanti: 1339 








La prima notizia storica risale al 948 ed è contenuta in un privilegio del re Lotario: la donazione di Terenzo al vescovo Maginfredo.
Il territorio, quindi, divenne feudo dei vescovi di Parma, possesso che fu loro confermato dall' imperatore nel 1218 contro le pretese avanzate dal comune.

A metà circa del XIV secolo l'imperatore Carlo IV annetté all'impero parte di questi luoghi ed ordinò la costruzione di un palazzo e di una cappella che venne intitolata a S. Maria.
Il territorio fece parte in seguito dei possedimenti dei conti Bajardi, ai quali restò fino alla soppressione dei feudi (1805).
La cappella imperiale andò distrutta nel XVI secolo ad eccezione della campana, opera di Giovannino Galli e di una splendida croce astile, di provenienza renana, oggi conservati nella Parrocchiale di S. Stefano.
Quest'ultima è di origine antichissima la si trova nominata in una bolla di Innocenzo Il già nel 1141 benché l'attuale struttura sia dovuta, in gran parte, ad una ricostruzione effettuata fra il 1767 ed il 1789.
Al XIV secolo, paiono risalire sia il campanile, in stile romanico (anche se restaurato), che l'interno, arricchito da due cappelle laterali. Nel presbiterio è conservato un pregevole dipinto raffigurante il S. Cuore, l'Eucarestia ed i simboli della Passione, attribuibile a Giuseppe Peroni (1767-'76 circa). Del fatto che nel Medioevo Terenzo si trovasse su un tratto viario di raccordo alla strada Romea (che si divideva a Fornovo e si riallacciava alla via proveniente da Fidenza a Cassio) restano varie testimonianze nel territorio comunale. Alcune frazioni, quali Bardone, Piantonia, Cassio, Lesignano Palmia e Corniana recano ancora tracce di un sistema di servizi atti a ricevere i viandanti pellegrini. A Bardone sorge la Chiesa di S. Maria (nota già nel 1005), notevolmente rimaneggiata nel corso dei restauri compiuti nei secoli XVI e XIX, benché conservi elementi plastici originari molto interessanti. La lunetta sul portale laterale - raffigurante la Madonna col Bambino e S. Giovannino - ed i leoni stiloforì ai lati dello stesso, risalgono, probabilmente, al XIII secolo. All'interno si trovano alcuni elementi scultorei forse originariamenie facenti parte di un unico ambone poi smembrato: una lastra con la Deposizione e la Cacciata di Adamo ed Eva, di chiara influenza antelamica.  

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