TIZZANO
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STORIA

Tizzano si adagia sul crinale che, partendo dalle pendici del Monte Gaio (1580 metri), divide l'alta Val Parma dalla Val Cedra. Dal punto più elevato dello spartiacque, ove sì ergeva un tempo un castello di cui rimangono oggi solo pochi ruderi, si dominano le vallate circostanti. Verso sud-ovest, l'occhio si perde nel molteplice alternarsi di valli e di pendici montuose, ricoperte ora da boschi, ora da prativi punteggiati da isolati gruppi di case, oppure scavate dall'erosione delle acque e delle frane. Nei boschi di castagni, querce e faggi sopravvivono scoiattoli, caprioli e galli selvatici. Nei numerosi corsi d'acqua e nei laghi artificiali si pratica la pesca. Un'antica tradizione lega la nascita di Tizzano al passaggio del console romano Tito Cornelio Balbo, che nel 71 a.C. lo avrebbe appunto fondato assieme a Corniglio e all'attuale frazione di quest'ultimo, Ballone.
Ad ognuno dei nuovi insediamenti avrebbe dato una parte del suo nome: Tizzano deriverebbe quindi da Tito, ma tale ipotesi pare non attendibile. Secondo un'altra leggenda il toponimo deriverebbe da un tizzone acceso trovato nel corso dello scavo per le fondazioni del castello. I primi documenti relativi a questi luoghi risalgono ai secoli X-XI e riguardano la Pieve di S. Pietro a Tizzano e quella di S. Giuliana a Moragnano (una frazione posta sul Monte di Rusino). Il nucleo più antico di Tizzano si raccoglie intorno alla piazzetta principale (oggi piazza Roma), delimitata verso valle dal piccolo Oratorio di S. Maria che, ricostruito nel 1791, conserva due dipinti seicenteschi e gli affreschi staccati dalla Pieve di S. Pietro (datati 1485). All'oratorio si affiancano uno svettante campanile e l'edificio che ospita gli uffici comunali. Alcune strade, come ad esempio la via dei Volti, presentano le tipiche tipologie abitative montane: case basse e tozze, costruite con grossi conci di pietra, addossate le une alle altre, quasi ad unire i tetti per riparare i passaggi dalla neve.
Sul versante nord-est del Monte Caio, a pochi chilometri dal laghetto omonimo (a 1430 metri di altitudine), si trova Schia (metri 1241), importante località sciistica, attrezzata con moderni impianti di risalita e rifugi alpini. L'economia di Tizzano è rimasta, nei secoli, sostanzialmente immutata. Fin dall'età medioevale le risorse maggiori erano offerte dal bosco che dava legna, ghiande e castagne e nel quale si allevavano capre e maiali. La produzione agricola non ha mai raggiunto elevati redditi, essendo sempre stata fortemente limitata dall'aridità dei suoli e dalla natura montuosa dei luoghi. La povertà intrinseca dell'economia di montagna ha costretto molti degli abitanti della zona all'emigrazione. Solo negli ultimi decenni la situazione è sensibilmente migliorata, grazie alla nascita di alcune industrie di trasformazione alimentare: caseifici e soprattutto prosciuttifici (nei pressi di Lagrimone). Ulteriore impulso all'economia locale è stato dato dal turismo estivo e invernale.  
Mercati, feste ed eventi:

20-25 AGOSTO: Festa di S. Genesio in località Albazzano

1° SETTEMBRE: Festa della Patata in località Rusino

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