TORNOLO
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STORIA
Comuni limitrofi: Bedonia, Compiano, Albareto, Varese Ligure (SP), Borzonasca (GE), Mezzànego (GE), Santo Stefano d'Àveto (GE).
Tornolo si affaccia sulla riva sinistra dell'alto corso del Taro da un balcone naturale posto sulle pendici del Monte Zuccone. Situato a ben 82 chilometri da Parma, è ad essa collegato da un efficiente sistema viario creato fin dall'antichità, vista la sua importanza come zona di transito verso la Liguria.
La Statale n. 308 Fondovalle Taro, una volta raggiunto il ponte sul Taro in località Bertorella, si divide in due rami: quello sulla destra orografica del fiume sale decisamente verso il Passo di Cento Croci, costeggiando la frazione di Tarsogno, mentre quello sulla sinistra, toccata Bedonia, si infila nella zona dell'alto Taro, da dove si distacca una provinciale che raggiunge Tornolo, prosegue per Tarsogno e si riunisce alla strada precedentemente indicata. Se il turismo costituisce una voce importante nel bilancio dell'economia del comune, che oltre a Tarsogno vanta altri due centri discretamente frequentati (lo stesso capoluogo e Santa Maria del Taro), non si può dire la stessa cosa del settore agricolo, che si avvale di un'attività frazionata in piccoli fondi a conduzione familiare e che produce soprattutto foraggio.
Largamente praticata è la raccolta dei frutti del sottobosco (soprattutto funghi) e del legname, nella foresta demaniale del Monte Penna.
Fra le aziende presenti nel territorio ricordiamo lo stabilimento per l'imbottigliamento dell'Acqua minerale Ducale e, nell'ambito delle attività artigianali, alcuni laboratori di falegnameria speciàlizzati nella produzione di sedie e tavoli, nonché una ditta che tratta i prodotti del sottobosco.
La produzione lattierocasearia e i terreni dedicati al pascolo sono soggetti ad una conduzione di tipo cooperativistico.
L'alta VaI Taro ha visto in questi ultimi anni un discreto incremento del numero di occupati nel settore terziario
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Mercati, feste ed eventi:
LA PRIMA DOMENICA D' AGOSTO:
Sul passo sorge la Chiesetta della Madonna della Neve, si celebra una festa che richiama fedeli dalla VaI Taro, dalla Val Ceno e dalla VaI di Vara.

LEGGENDA:
Oltre alla bellezza delle praterie, ai boschi e alla vista del mare, offre il fascino dell'oscura leggenda dalla quale deriva il proprio nome. Si narra, infatti, che nella seconda metà del IX secolo, sul passo allora chiamato Lamba, fosse stato costruito un monastero da un viandante scampato miracolosamente all'attacco dei briganti che infestavano la montagna. Ben presto peṛ furono i monaci stessi a darsi al brigantaggio, uccidendo e depredando i viaggiatori che poi venivano gettati in una grotta vicino alla strada. Scoperti da un pastore, furono cacciati da papa Giovanni VIII, che, a ricordo dell'episodio, impose al luogo il nome di Cento Croci.


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