Altitudine
(m): 620
Sup.(Kmq.):
69.34
Abitanti: 1728
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Con
molta probabilità i primi abitanti della zona furono i Liguri, anche
se per sapere qualcosa di certo bisogna attendere l'epoca traianea,
quando tutta l'alta Val Taro era occupata da insediamenti agricoli di
fondazione romana.
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| Tornolo
dovette godere di un certo prestigio già a quei tempi, poiché era situato
in prossimità della via Clodia o Claudia, l'antica via di comunicazione
fra la Valle Padana e la VaI Vara, ovvero fra la Liguria e la Toscana.
Come si desume da un atto di donazione dell'anno 1000, il vescovo di Piacenza
Sigifredo cedette Tornolo alla Chiesa di S. Savino. In seguito il centro
fece parte del dominio della signoria dei Malaspina, della Repubblica
di Piacenza, quindi dei possedimenti dei Fieschi di Genova. Venne poi
inglobato nello Stato Landi e, venuto a far parte dei territori ducali
farnesiani, seguì le sorti comuni a tutto lo stato parmense. La Chiesa
parrocchiale di Tornolo, intitolata a S. Bernardino da Siena, risale alla
metà del Settecento; la facciata è frutto di un rifacimento del 1804,
come si legge sul portale d'ingresso. L'interno, con le sei cappelle laterali,
è decorato da stucchi. |
Nella
piazzetta in prossimità della chiesa spicca una bella fontana con uno
stemma dei primi del Settecento. Sparsi lungo le stradine che sì inerpicano
fino alla sommità dell'abitato, fra scorci di antichi viottoli e sotto-passaggi,
sono visibili alcuni elementi decorativi tipici dell'architettura montana:
fra questi vale la pena di citare, per l'eleganza delle sue linee, lo
stemma scolpito della famiglia Lusardi (XVII secolo) visibile nell'attuale
Casa Ferrari. A Santa Maria del Taro (frazione situata all'estremo lembo
del territorio comunale, verso la Liguria) è da segnalare la Chiesa della
Natività di Maria costruita all'inizio del secolo scorso sul luogo di
un edificio preesistente risalente al XIII secolo, come conferma un'antica
lapide murata nella controfacciata dell'edificio. |