| Verso la fine del XII secolo, in quest'area si estendevano le proprietà della badessa del Convento di S. Paolo di Parma. Il territorio di Trecasali entrò in seguito a far parte del dominio dei Visconti, ai quali rimase fino al 1440. In quell'anno passò sotto il controllo del comune di Parma, di cui seguì le successive vicende storico-politiche fino all'Ottocento. L'abitato di Trecasali non presenta tratti particolarmente significativi dal punto di vista urbanistico-architettonico, configurandosi come uno dei tanti agglomerati di modeste dimensioni sorti nella Pianura Padana. L'attuale edificio della Chiesa di S. Michele Arcangelo (già esistente nel 1230 ed eretta in parrocchia nel 1564) è di epoca settecentesca. All'interno si conservano vari dipinti dei secoli XVII e XVIII, per lo più di scuola bolognese. Fra gli altri edifici che fiancheggiano le vie del paese emerge un vecchio Caseificio in cotto, cinto da un ampio porticato, che s'imposta su pilastri angolari e su esili colonne mediane, con agili archi ellittici. A sud di Trecasali, fra i terreni un tempo occupati dalle risaie, si trova la frazione di San Quirico. Ricordata in alcuni documenti del X e dell'XI secolo, possedeva, già nel Mille, un importante pieve giunta ai nostri giorni in forme tardo-seicentesche. All'interno, fra le varie tele ad olio, per lo più settecentesche, va ricordato il dipinto proveniente dal soppresso Oratorio di S. Stefano di Colorno, raffigurante il santo martire. Sulla strada che porta a Torrile sorge la Villa Bacchini, una costruzione di imponenti dimensioni, caratterizzata da linee semplici. Il pian terreno e il primo piano sono scanditi da ampie finestre; quelle dell'ultimo piano sono di forma quadrata. Al centro del corpo principale si apre un atrio a tre arcate. L'edificio nacque, probabilmente, come fattoria all'interno del territorio farnesiano. Nella prima metà dell'Ottocento fu trasformato in residenza gentilizia dai Rossi di San Secondo. I territori compresi fra i comuni di Trecasali e di Torrile, infatti, erano estremamente importanti per la produzione agricola degli Stati Farnesiani, come provano le mappe, i documenti d'archivio e gli stessi rilevanti resti di mulini e di aziende agricole appartenenti a quell'epoca e sparsi nella zona. | ![]() |